Difesa della costa, sport, economia del mare e rigenerazione ambientale: una strategia integrata per il futuro del litorale romano.
Ritengo necessario avviare una riflessione approfondita e strutturata sulle strategie di difesa, gestione e valorizzazione del litorale romano.
Il progressivo aggravarsi dei fenomeni erosivi, unito alla necessità di ripensare il rapporto tra città e mare, impone oggi un cambio di approccio: da interventi emergenziali e frammentati a una visione organica, integrata e di lungo periodo.
Le esperienze maturate negli ultimi anni, sia in Italia che a livello internazionale, dimostrano come i reef urbani multifunzionali rappresentino una soluzione innovativa, sostenibile ed efficace, capace di coniugare in un unico intervento difesa costiera, sviluppo economico e tutela ambientale, aprendo nuove prospettive per il futuro del litorale romano.
Un modello innovativo già applicato
Il progetto realizzato a Genova, nel quartiere di Sturla, rappresenta un esempio avanzato di ingegneria costiera integrata, in cui la difesa del litorale viene affrontata attraverso soluzioni innovative capaci di coniugare sicurezza, sostenibilità e valorizzazione del territorio.
L’intervento non si limita infatti alla protezione della linea di costa, ma introduce un approccio multifunzionale che integra:
- riduzione dell’energia del moto ondoso
- stabilizzazione dei sedimenti
- ampliamento e riqualificazione della spiaggia
- creazione di condizioni favorevoli alla pratica degli sport acquatici
Si tratta di un modello che supera la logica delle opere tradizionali, dimostrando come sia possibile intervenire in modo più efficace e al tempo stesso più compatibile con l’ambiente.
A questo si affiancano altre esperienze significative, che confermano la validità e la replicabilità di questo approccio anche in contesti diversi.
A Ventimiglia è in fase di realizzazione un reef artificiale progettato per svolgere una duplice funzione: da un lato la difesa costiera, dall’altro la generazione di onde surfabili, con l’obiettivo di favorire lo sviluppo turistico e sportivo del territorio.
A Lerici, nella Baia di Santa Teresa, sono stati installati reef ecologici sperimentali, finalizzati alla rigenerazione degli habitat marini, con interventi mirati al ripopolamento di specie e al miglioramento della qualità delle acque.
Nei casi di Varazze e Levanto, invece, la presenza di reef “indotti”, originati da opere marittime o configurazioni del fondale, ha evidenziato come determinate condizioni morfologiche possano produrre effetti positivi sia sulla dinamica costiera sia sull’attrattività per gli sport acquatici, generando nel tempo un indotto economico rilevante.
Queste esperienze, pur diverse tra loro, convergono nel dimostrare che è possibile adottare un modello di intervento capace di integrare difesa della costa, sviluppo economico legato allo sport e tutela ambientale, superando approcci settoriali e promuovendo una visione più moderna e sostenibile della gestione del litorale.



Genova (Sturla) – reef urbano multifunzionale

Ventimiglia – reef artificiale
Varazze – reef “indotto” e surf

Lerici (Baia di Santa Teresa) – reef ecologico ENEA
Esperienze internazionali e risultati

A livello internazionale, i reef artificiali rappresentano ormai una soluzione consolidata e ampiamente sperimentata nell’ambito della gestione integrata delle coste. Esperienze sviluppate in contesti diversi, come Australia, Inghilterra e California, dimostrano l’efficacia di questi interventi nel rispondere in modo innovativo alle criticità legate all’erosione e alla valorizzazione dei litorali.
In Australia, in particolare lungo la Gold Coast, i reef artificiali sono stati progettati per combinare difesa costiera e sviluppo del surf, contribuendo alla stabilizzazione delle spiagge e alla creazione di condizioni ondose favorevoli. In Inghilterra, interventi analoghi hanno accompagnato processi di riqualificazione urbana e rilancio turistico delle aree costiere. In California, invece, l’impiego di reef artificiali ha assunto una forte connotazione ambientale, con progetti finalizzati alla rigenerazione degli habitat marini e al ripopolamento ittico.
I risultati osservati in questi contesti sono significativi e documentati:
riduzione dell’erosione costiera, attraverso la dissipazione controllata dell’energia del moto ondoso e la stabilizzazione dei sedimenti;
incremento del turismo sportivo, grazie alla creazione di condizioni favorevoli per surf e altri sport acquatici, con conseguente aumento dell’attrattività territoriale;
miglioramento degli ecosistemi marini, mediante la creazione di nuovi habitat e l’aumento della biodiversità.
Queste esperienze dimostrano come i reef artificiali possano costituire una risposta efficace e multifunzionale, capace di coniugare esigenze di sicurezza, sviluppo economico e tutela ambientale, offrendo un modello replicabile anche nel contesto del litorale romano.
Il ruolo della Regione Lazio nella difesa della costa
La difesa della costa rientra tra le competenze della Regione Lazio, che svolge un ruolo centrale nella pianificazione, programmazione e realizzazione degli interventi sul litorale.
In particolare, la Regione:
- definisce gli indirizzi strategici attraverso strumenti di pianificazione, come il Piano di difesa integrata della costa;
- finanzia e realizza interventi di contrasto all’erosione;
- coordina i procedimenti autorizzativi e supporta i Comuni nella gestione del demanio marittimo.
Negli ultimi anni sono stati stanziati fondi rilevanti e realizzati numerosi interventi lungo il litorale laziale. Tuttavia, l’approccio adottato ha continuato a basarsi prevalentemente su soluzioni tradizionali, quali barriere rigide, pennelli e ripascimenti, che hanno dimostrato nel tempo limiti evidenti.
In molti casi, infatti:
- gli effetti si sono rivelati temporanei, spesso limitati a una singola stagione balneare;
- si è reso necessario ricorrere a interventi ripetitivi, con un impiego continuo di risorse pubbliche;
- non si è intervenuti sulle cause strutturali dell’erosione, determinando in diversi casi uno spostamento del problema lungo la costa.
È quindi evidente che questo modello, pur avendo risposto a esigenze immediate, non si è dimostrato risolutivo e non è più adeguato ad affrontare le sfide attuali, aggravate dai cambiamenti climatici e dall’intensificazione degli eventi meteomarini.
Continuare su questa strada significa, di fatto, inseguire l’emergenza senza risolvere il problema, con il rischio concreto di disperdere risorse pubbliche senza produrre risultati duraturi. Per queste ragioni è necessario un cambio di visione chiaro e coraggioso.
La Regione Lazio deve superare definitivamente un approccio frammentato e reattivo e assumere un ruolo guida nella transizione verso soluzioni più innovative, integrate e sostenibili.
In questa direzione, le esperienze già sviluppate in Liguria, California, Australia e Inghilterra dimostrano l’efficacia di interventi alternativi, come i reef artificiali sommersi multifunzionali, progettati per:
- dissipare l’energia del moto ondoso prima che raggiunga la costa;
- favorire l’accumulo naturale dei sedimenti;
- migliorare la resilienza delle spiagge nel medio-lungo periodo.
Si tratta di soluzioni che consentono di integrare ingegneria marittima, tutela ambientale e valorizzazione sportiva e turistica, con un impatto paesaggistico significativamente inferiore rispetto alle opere tradizionali.
Sotto il profilo normativo, le competenze della Regione derivano dal quadro nazionale di riparto delle funzioni tra Stato e Regioni (art. 117 della Costituzione e D.Lgs. 112/1998), nonché dalla normativa regionale, tra cui la Legge Regionale Lazio n. 9/2006 e il Regolamento n. 19/2016.
Oggi la Regione Lazio ha una responsabilità chiara: scegliere se continuare con modelli che non hanno risolto il problema, o avviare una stagione di innovazione capace di garantire risultati concreti e duraturi.
Il tempo delle soluzioni temporanee è finito. È il momento di investire in una visione strutturale, moderna e sostenibile della difesa della costa.
Applicabilità al litorale romano

Il litorale di Ostia, Fiumicino e Torvaianica è da anni interessato da fenomeni di erosione progressiva che hanno determinato una significativa riduzione degli arenili, con impatti diretti sulla sicurezza del territorio, sulla fruibilità delle spiagge e sulle attività economiche legate al mare.
Ad oggi, le principali risposte adottate si sono basate su interventi tradizionali, quali barriere frangiflutti e scogliere soffolte, che hanno mostrato nel tempo limiti evidenti:
- efficacia spesso parziale e non duratura nel contrasto all’erosione;
- alterazione della dinamica naturale dei sedimenti, con effetti di spostamento del problema lungo la costa;
- impatti negativi sulla qualità paesaggistica e sulla fruizione del mare;
- criticità operative per salvamento, navigazione, pesca e attività nautiche.
Si tratta, in molti casi, di interventi che hanno affrontato il problema in modo settoriale e reattivo, senza una visione complessiva e di lungo periodo.
In questo contesto, l’introduzione di reef multifunzionali rappresenta una prospettiva alternativa e innovativa, in grado di superare tali criticità attraverso un approccio più evoluto e integrato.
A differenza delle opere tradizionali, i reef artificiali:
- agiscono in modo dinamico sul moto ondoso, dissipando l’energia prima che raggiunga la costa e favorendo la stabilizzazione naturale dei sedimenti;
- non creano barriere rigide o invasive, risultando più compatibili con il paesaggio e con gli usi del mare;
- integrano più funzioni in un unico intervento, combinando difesa costiera, sviluppo sportivo e benefici ambientali;
- riducono la necessità di interventi ripetitivi, contribuendo a una gestione più efficiente delle risorse pubbliche.
L’adozione di queste soluzioni consentirebbe di passare da un modello basato su opere statiche e spesso inefficaci a una strategia strutturale, adattiva e sostenibile, capace di rispondere alle esigenze del territorio e di valorizzare pienamente il potenziale del litorale romano.
Superare i limiti delle opere tradizionali

Le tradizionali opere di difesa costiera, quali barriere frangiflutti e scogliere soffolte, hanno evidenziato nel tempo limiti strutturali significativi, che ne mettono in discussione l’efficacia nel lungo periodo.
In particolare, tali interventi:
- mostrano una efficacia spesso parziale e temporanea, non riuscendo a contrastare in modo stabile i processi erosivi;
- determinano impatti ambientali e paesaggistici rilevanti, alterando l’equilibrio naturale del litorale e la qualità visiva della costa;
- interferiscono con le attività umane, generando criticità operative per il salvamento, la navigazione, la pesca e la nautica da diporto;
- incidono sulla dinamica dei sedimenti, contribuendo in molti casi a trasferire il problema dell’erosione da un tratto di costa a un altro.
Si tratta, quindi, di un modello di intervento basato su opere rigide e settoriali, che non appare più adeguato ad affrontare le sfide attuali, anche alla luce dei cambiamenti climatici e dell’intensificazione degli eventi meteomarini.
Per queste ragioni, è necessario superare definitivamente tali approcci e orientarsi verso soluzioni più moderne, integrate e adattive, capaci di lavorare in sinergia con i processi naturali e di coniugare difesa costiera, sostenibilità ambientale e valorizzazione del territorio.
La valenza strategica per gli sport acquatici

I reef multifunzionali rappresentano una vera e propria infrastruttura naturale per lo sport, capace di trasformare il mare da risorsa stagionale a elemento centrale di una fruizione continuativa e organizzata del litorale.
Attraverso la modellazione del moto ondoso, tali interventi consentono di:
- generare onde regolari, più lunghe e surfabili, migliorando significativamente la qualità delle condizioni marine;
- aumentare la frequenza delle giornate favorevoli alla pratica sportiva, riducendo la dipendenza da condizioni meteo occasionali;
- garantire maggiori livelli di sicurezza, grazie a dinamiche ondose più prevedibili e controllate.
Queste caratteristiche permettono lo sviluppo strutturato e continuativo di numerose discipline, tra cui: surf, windsurf, kitesurf, vela leggera, canoa, SUP e altri sport acquatici.
Il reef, in questo senso, non è solo un’opera di difesa, ma una vera e propria piattaforma sportiva naturale, accessibile sia a livello amatoriale sia agonistico. Inoltre, la qualità e la continuità delle condizioni consentono di:
- organizzare competizioni nazionali e internazionali, con importanti ricadute in termini di visibilità e promozione del territorio;
- attrarre flussi di turismo sportivo, contribuendo alla destagionalizzazione dell’offerta balneare;
- rafforzare l’identità del litorale come luogo di sport, innovazione e qualità della vita.
In questa prospettiva, lo sport acquatico diventa non solo un’attività ricreativa, ma un vero e proprio motore di sviluppo economico e sociale, capace di generare occupazione, presidio del territorio e nuove opportunità per le comunità locali.
Un percorso già avviato: le iniziative istituzionali
Il percorso verso una nuova visione del litorale romano non parte da zero, ma si inserisce all’interno di un’attività istituzionale già avviata, promossa con determinazione dal Movimento 5 Stelle a livello municipale e capitolino.
In particolare, nel Municipio Roma X è stata approvata la Mozione n. 41 del 27 novembre 2025, recante “Sostegno e valorizzazione delle attività sportive legate al surf e agli altri sport acquatici sul litorale di Roma”, con l’obiettivo di riconoscere e promuovere il ruolo strategico dello sport acquatico nello sviluppo del territorio.
Successivamente, anche l’Assemblea Capitolina ha approvato la Mozione n. 25 del 24 febbraio 2026, che impegna il Sindaco e la Giunta a predisporre, nell’ambito della prossima ordinanza balneare di Roma Capitale, una disciplina specifica per consentire lo svolgimento delle attività di formazione sportiva da parte delle scuole affiliate alla Federazione Italiana Surfing Sci Nautico e Wakeboard (FISSW), nello specchio acqueo del litorale.
Tali atti rappresentano un passaggio fondamentale, in quanto introducono una visione più moderna e strutturata della gestione del mare, prevedendo in particolare:
- l’inserimento, nell’ambito del Piano di Utilizzazione degli Arenili (PUA), di norme specifiche per la regolamentazione e la promozione del surf, del paddle surf, del kitesurf e degli altri sport acquatici;
- il riconoscimento del valore sportivo, educativo ed economico delle attività legate al mare.
In questo quadro si inserisce anche la mozione, prot. 46019 del 24.03.2026, che sarà discussa il 2 aprile 2026 presso il Municipio Roma X, recante: “Promozione di soluzioni innovative di difesa costiera mediante reef artificiali sommersi multifunzionali e istituzione di un tavolo tecnico con Regione Lazio e Roma Capitale per la tutela del litorale e la valorizzazione di Roma come polo degli sport acquatici”.
La mozione traccia un percorso chiaro:
Sia promosso, di concerto con la Regione Lazio, un tavolo tecnico istituzionale finalizzato allo studio e alla valutazione di soluzioni innovative per la difesa del litorale e la valorizzazione del mare di Roma;
al tavolo tecnico partecipino Regione Lazio, Roma Capitale, Municipio Roma X, Autorità competenti in materia di difesa del suolo, tutela ambientale e gestione del demanio marittimo, università e centri di ricerca specializzati in ingegneria costiera, dinamica dei litorali e scienze marine, esperti e progettisti con esperienza nella progettazione e realizzazione di reef artificiali multifunzionali;
siano coinvolte altresì le associazioni e federazioni nazionali degli sport del mare, tra cui quelle rappresentative di surf, windsurf, kitesurf, vela e delle altre discipline acquatiche, nonché le associazioni nautiche, veliche e di diportismo sportivo operanti stabilmente sul territorio del Municipio Roma X, al fine di garantire un approccio integrato alla sicurezza e alla fruibilità dello specchio acqueo, affinché possano contribuire alla definizione di modelli progettuali realmente funzionali alla pratica sportiva e coerenti con le condizioni meteo-marine del litorale romano;
sia promosso un percorso partecipato ispirato alle buone pratiche avviate in Liguria, dove i progetti di reef artificiali sono stati sviluppati attraverso il confronto tra istituzioni, comunità scientifica e associazioni sportive;
nell’ambito del tavolo tecnico siano analizzate le tecnologie di reef artificiali sommersi multifunzionali, già sperimentate a livello internazionale e in fase di applicazione anche in Italia, al fine di verificare la possibile realizzazione di progetti pilota sul litorale romano;
nell’ambito del tavolo tecnico sia previsto un monitoraggio tecnico-scientifico delle opere di difesa costiera già realizzate sul litorale romano, con particolare riferimento agli effetti sulla dinamica sedimentaria, sulla sicurezza della navigazione costiera e sulla fruibilità sportiva del mare;
siano valutate eventuali varianti migliorative ai progetti di difesa costiera già approvati e finanziati dalla Regione Lazio, con particolare riferimento agli interventi ancora da realizzare o di prossima realizzazione;
sia valutata altresì la possibilità di interventi migliorativi e di ottimizzazione sulle opere già realizzate, qualora tecnicamente compatibili, al fine di aumentarne l’efficacia nella difesa costiera e migliorare la fruibilità del mare;
siano promosse soluzioni progettuali capaci di integrare difesa dall’erosione costiera, tutela paesaggistica e ambientale, valorizzazione degli sport acquatici e sviluppo turistico sostenibile del mare di Roma, contribuendo a rafforzare il ruolo del litorale romano come polo attrattivo per gli sport acquatici, il turismo sportivo e le attività legate alla cultura del mare.
Un analogo atto è stato presentato anche in Assemblea Capitolina, a conferma della volontà di costruire un percorso condiviso e coordinato tra i diversi livelli istituzionali.
Si tratta, complessivamente, di un percorso che pone le basi per una politica del mare più innovativa, integrata e orientata al futuro, in cui difesa costiera, sport e sviluppo economico vengono finalmente affrontati in modo unitario.
Economia del mare e imprenditoria locale

L’introduzione di reef multifunzionali non produce effetti positivi esclusivamente sul piano della difesa costiera, ma rappresenta una leva concreta per lo sviluppo di una economia del mare moderna, dinamica e sostenibile, capace di generare valore stabile per il territorio.
Questi interventi creano le condizioni per la nascita e il consolidamento di un sistema economico locale strettamente connesso alle attività sportive, turistiche e ricreative legate al mare, superando definitivamente una visione limitata e stagionale della costa.
In particolare, i reef multifunzionali favoriscono:
- la nascita e il rafforzamento di scuole di surf, windsurf, kitesurf e vela, con percorsi formativi strutturati e opportunità per giovani e professionisti;
- lo sviluppo di centri sportivi e poli dedicati agli sport acquatici, capaci di attrarre utenti anche a livello nazionale e internazionale;
la crescita di un indotto economico legato ai servizi turistici, tra cui noleggio attrezzature, accoglienza, ristorazione e servizi innovativi legati al mare; - l’avvio di nuove iniziative imprenditoriali nell’ambito dell’economia blu, con opportunità concrete per il tessuto produttivo locale.
Gli effetti sono chiari e misurabili:
- nuova occupazione, in particolare giovanile;
- rafforzamento dell’economia locale e delle attività esistenti;
- destagionalizzazione dei flussi turistici, con una presenza costante durante tutto l’anno;
- aumento della competitività del territorio, che può affermarsi come riferimento per gli sport acquatici.
In questa prospettiva, il mare non è più uno spazio da utilizzare solo nei mesi estivi, ma diventa una infrastruttura economica strategica, capace di generare sviluppo continuo e duraturo.
È su questa visione che Roma deve investire con decisione: trasformare il proprio litorale in un polo nazionale e internazionale degli sport acquatici, capace di coniugare tutela ambientale, crescita economica e nuove opportunità per le comunità locali.
Ricostruzione degli habitat marini

I reef artificiali rappresentano uno strumento avanzato di rigenerazione degli ecosistemi marini, in grado di intervenire non solo sulla dinamica costiera, ma anche sulla qualità e sulla funzionalità degli habitat sommersi.
Attraverso la creazione di strutture progettate per favorire la colonizzazione biologica, i reef multifunzionali consentono di:
- promuovere il ripopolamento ittico, offrendo rifugi, aree di alimentazione e zone di riproduzione per numerose specie;
- favorire un significativo aumento della biodiversità, grazie all’insediamento progressivo di organismi bentonici, alghe e invertebrati;
- contribuire al miglioramento della qualità delle acque, anche attraverso la presenza di specie filtratrici, come molluschi e altri
- organismi capaci di ridurre la torbidità e gli inquinanti;
- ricostituire habitat degradati o compromessi, ristabilendo equilibri ecologici alterati nel tempo.
In diversi contesti internazionali, tali interventi hanno dimostrato come sia possibile coniugare ingegneria e natura, trasformando opere di difesa in strumenti attivi di tutela ambientale.
In questa prospettiva, i reef artificiali non sono semplici infrastrutture tecniche, ma vere e proprie infrastrutture ecologiche strategiche, capaci di restituire valore al mare e rafforzare il legame tra ambiente e sviluppo.
Roma non può più permettersi di considerare il proprio mare come uno spazio marginale o passivo: è necessario assumere una visione chiara e ambiziosa, che punti alla rigenerazione attiva degli ecosistemi marini, facendo del litorale un laboratorio di innovazione ambientale e un modello di riferimento a livello nazionale.
Una visione per il futuro del litorale romano
Il mare deve tornare ad essere vissuto durante tutto l’arco dell’anno, e non esclusivamente nel periodo estivo. Le spiagge devono essere ripensate come spazi pubblici attrezzati e fruibili 365 giorni l’anno, capaci di ospitare attività sportive, sociali ed economiche in modo continuativo.
In questa prospettiva, lo sport rappresenta un elemento strategico di presidio del territorio: non solo promuove benessere e qualità della vita, ma contribuisce a garantire presenza, sicurezza e vitalità lungo il litorale.
Roma è chiamata oggi ad affrontare una sfida decisiva: superare una gestione frammentata e stagionale del mare e costruire una visione strutturale, integrata e di lungo periodo.
Difendere la costa non significa soltanto contrastare l’erosione, ma anche proteggere e rafforzare l’economia del mare, valorizzando tutte le sue potenzialità in termini di turismo, sport, impresa e occupazione.
Il mare di Roma non è soltanto un luogo di svago: è una leva strategica per lo sviluppo economico e sociale della città, capace di generare valore duraturo se sostenuta da politiche innovative e lungimiranti.
In questo quadro, i reef multifunzionali rappresentano una soluzione concreta e innovativa, in grado di coniugare in un unico intervento:
- difesa della costa
- sviluppo economico
- tutela ambientale
È su questa direzione che è necessario proseguire con determinazione, promuovendo un modello moderno, sostenibile e integrato di gestione del litorale, capace di restituire centralità al mare e costruire il futuro della costa romana.

