In vista del referendum del 22 e 23 marzo 2026, abbiamo ritenuto doveroso intervenire su un tema che non è tecnico né burocratico, ma profondamente democratico: l’accessibilità delle cabine elettorali per le persone con disabilità motoria.

La richiesta nasce dalle problematiche riscontrate nel territorio del Municipio Roma X in occasione di precedenti consultazioni elettorali. Tuttavia, proprio perché il diritto di voto è universale, abbiamo chiesto che la verifica e la corretta dotazione delle cabine accessibili vengano garantite in tutti i Municipi di Roma, non solo nel nostro territorio.
La lettera che avevamo inizialmente proposto di sottoscrivere a tutti i consiglieri, di maggioranza e opposizione, è stata condivisa e firmata trasversalmente, anche dal Presidente e dagli Assessori del Municipio.


Per accelerare i tempi — considerato che la mozione che abbiamo presentato come Gruppo Consiliare M5S doveva essere inserita fuori sacco e che gli eventi odierni, con l’occupazione del Consiglio, non ne avrebbero consentito la discussione — abbiamo scelto di trasformarla in un atto condiviso e unitario.
Una scelta di responsabilità istituzionale.
Per questo desidero ringraziare tutti i consiglieri, gli assessori e il Presidente per la collaborazione dimostrata.


Il diritto di voto non è negoziabile
L’articolo 48 della Costituzione stabilisce che il voto è un diritto fondamentale, personale ed eguale.
Questo significa che deve essere garantito a tutti i cittadini in condizioni di piena autonomia, uguaglianza e dignità.
L’effettivo esercizio del diritto di voto implica che le sezioni elettorali siano:
- pienamente accessibili
- adeguatamente attrezzate
- organizzate in modo da garantire riservatezza e indipendenza
Le criticità riscontrate
In occasione di precedenti votazioni, nel territorio del Municipio Roma X sono emerse problematiche concrete:
- cabine elettorali con piano di scrittura ad altezza ordinaria, non ribassato, quindi non utilizzabili da persone in carrozzina;
- assenza, in molte sezioni, dell’adesivo o pittogramma identificativo della quarta cabina destinata alle persone con disabilità motoria.
Si tratta di elementi che possono apparire secondari, ma che nella pratica incidono direttamente sulla possibilità reale di votare in autonomia.
Proprio perché tali criticità potrebbero non essere limitate a un solo territorio, abbiamo chiesto che le verifiche e le eventuali correzioni vengano effettuate su scala cittadina, in tutti i Municipi.
Un obbligo previsto dalla legge
Le richieste avanzate nella lettera protocollata si fondano su precisi riferimenti normativi:
- Legge 5 febbraio 1992 n. 104 – tutela e piena partecipazione delle persone con disabilità alla vita civile e politica;
- D.P.R. 24 luglio 1996 n. 503 – eliminazione delle barriere architettoniche negli edifici e servizi pubblici;
- Legge 3 marzo 2009 n. 18 – ratifica della Convenzione ONU sui diritti delle persone con disabilità, con particolare riferimento all’accessibilità.
Non si tratta dunque di una concessione, ma di un preciso dovere istituzionale.
Le richieste formali per il referendum del 22 e 23 marzo 2026
Con l’atto protocollato chiediamo formalmente che:
- In tutte le sezioni elettorali del territorio di Roma sia garantita la presenza della quarta cabina destinata alle persone con disabilità motoria, dotata di piano di scrittura ribassato conforme alla normativa vigente.
- La cabina sia chiaramente identificabile con adesivo o pittogramma con l’icona della persona in carrozzina.
- Venga effettuata una verifica preventiva delle dotazioni strutturali e della segnaletica in tutti i Municipi prima della consultazione.
- Sia fornito un riscontro formale sugli esiti delle verifiche effettuate.

Una questione di qualità democratica
La corretta predisposizione delle cabine elettorali accessibili non è un dettaglio organizzativo.
È una misura concreta che incide sulla qualità democratica delle istituzioni e sulla credibilità dell’amministrazione pubblica.
Quando si parla di diritti fondamentali, non esistono maggioranza e opposizione: esiste solo la responsabilità di chi amministra.
Come gruppo consiliare M5S del Municipio Roma X continueremo a vigilare affinché, il 22 e 23 marzo, nessuno — in nessun Municipio di Roma — trovi ostacoli nell’esercizio del proprio diritto di voto.