Chi vive o lavora qui — (io ci vivo da 37 anni) o anche solo ci passa per caso — conosce bene Via Salvatore Gasbarra: il paradiso del parcheggio creativo. Una zona franca dove la segnaletica è puramente decorativa e la “gestione dei parcheggi” è affidata al libero mercato dell’improvvisazione. Soste e fermate a piacere: “scendo un attimo a prendere le sigarette, tanto sto due minuti” o la classica retromarcia in mezzo alla carreggiata, per ricordare agli altri chi comanda. C’è chi parcheggia contromano (anche qualcuno con la striscia rossa lungo i pantaloni e la fiamma in testa), chi davanti gli scivoli per disabili, chi sulle strisce, e chi — con rara audacia — piazza il muso dell’auto direttamente nel bar.
Non è più “sosta selvaggia”: è una forma d’arte, un manifesto di anarchia automobilistica e maleducazione civica.
E se pensate che Via Barzanò — quella davanti alla farmacia — sia diversa, vi sbagliate: stesso film, stessa regia, solo un set leggermente diverso.
Un caos tollerato da anni, ormai promosso a patrimonio immateriale del quartiere. Gli autisti Atac e i camionisti diretti alle aziende agricole o alla zona industriale di Dragona lo sanno bene: ogni tragitto davanti al Bar Flavia è una roulette tra paraurti, clacson e gesti scaramantici.
Quando poi a incrociarsi sono i mezzi pesanti, l’autobus, le auto nel doppio senso di marcia e quelle parcheggiate contromano — magari in doppia fila davanti ai parcheggi a pettine — allora sì che lo spettacolo entra nel vivo. In quei momenti, più che un incrocio sembra un set cinematografico: manca solo la colonna sonora e la distribuzione dei pop corn.
D’altronde, qui il traffico non si subisce: si interpreta. Con un certo orgoglio, oserei dire!

Dai primi tentativi alla (vera) svolta
Con il Comitato di Quartiere Bagnoletto, molto prima del mio ingresso nelle istituzioni, si è provato a mettere ordine.
Non con chiacchiere, ma con progetti veri, insieme alla Polizia Locale e alle varie amministrazioni. Qualcosa si è mosso: gli stop su Via Carlo Albizzati, ad esempio, hanno messo fine alle corse clandestine che trasformavano la strada in un mini circuito di Formula Uno. Prima, il ponticello di Via Calvignano era il bersaglio preferito dei bolidi locali: una volta sì e una no, qualcuno ci finiva dentro al canale.
Certo, non tutti si sono accorti della novità: per qualcuno gli stop restano semplici arredi urbani. Ma almeno gli incidenti sono calati, e su Via Serradifalco — all’incrocio con Via Bedizzole — anche gli autobus dell’Atac ringraziano per non dover più fare da paraurti collettivo.
Le novità
E adesso arriva il bello: la rivoluzione.
Su Via Salvatore Gasbarra sono previste modifiche sostanziali:
- Inversione del senso di marcia, con accesso da Via di Dragone. (Il trasporto pubblico passa già da Via Charles Lenormant, quindi nessuno scandalo)
- Parapedonali lungo il fronte del ristorante, con passaggio di 1,5 metri per pedoni e carrozzine
- Parcheggi in linea, non più “a pettine”, e divieto di fermata sul lato opposto (significa che non ti puoi fermare nemmeno per fare scendere il passeggero)
- Parcheggio merci e per disabili
- Segnaletica: strisce, cartelli, tutto rifatto.

In Via Barzanò, davanti a farmacia e pasticceria: parcheggi a tempo e divieto di fermata sul lato opposto, con cartelli ben visibili. Significa “rimozione” del veicolo con carroattrezzi. Attraversamenti pedonali nuovi e in sicurezza in Via Serradifalco, Via Calvatone, Via Barzanò e Via Gasbarra. Sensi unici di marcia in Via Carlazzo e Via Cremosano. Doppio senso ripristinato su Via Calvignano (da Via Caiolo a Via Carlo Albizzati), con senso unico mantenuto da Via Carlo Albizzati verso Dragona.
Tutte le altre strade del quartiere verranno adeguate al codice della strada, finalmente.
Non è un piano improvvisato
È il frutto di anni di lavoro insieme al Comitato di Quartiere Bagnoletto e al suo Presidente Marco Fagnani. Un ringraziamento doveroso va anche al presidente della Commissione Lavori Pubblici del Municipio Roma X, Leonardo Di Matteo, che ha avuto il coraggio di lasciarmi carta bianca, di fidarsi — cosa rara in politica, soprattutto quando uno è maggioranza e l’altro opposizione (io).
Nel 2023 avevo portato in Commissione le criticità e possibili soluzioni, e poi in aula la Risoluzione a mia firma e di Di Matteo, approvata per avviare questo percorso.
Percorso rallentato — ça va sans dire — da quei cavilli burocratici e da quelle lentezze amministrative che neanche Kafka avrebbe saputo rendere credibili.
Dopo sopralluoghi, carte, incontri, sollecitazioni e più di un rosario di pazienza, ci siamo: la Determinazione Dirigenziale sul traffico è in fase finale di redazione, tutte le precedenti sono superate. Ultimo incontro che ho fatto in senso cronologico, martedì 11 novembre, sul posto, con il Comandante della Polizia Locale X Gruppo Mare e Di Matteo. Una volta pubblicata la D.D. poi toccherà alla Direzione Tecnica mettere a terra i lavori. Ma, questa volta, davvero: ci siamo.
I nostalgici del parcheggio “creativo”
È chiaro: non piacerà a tutti.
Soprattutto a chi, fino a ieri, considerava gli spazi davanti al Bar Ristorante Flavia una sorta di proprietà privata a uso e consumo personale.
Per loro, la fine del parcheggio “creativo” sarà un duro colpo al cuore, la fine dell’arte improvvisata.
E se per qualcuno imparare a parcheggiare correttamente sarà uno shock culturale, pazienza: il bene di un intero quartiere vale più di qualche automobilista nostalgico del “faccio come mi pare”.
Sipario.