“Saranno trattati come terroristi”: queste parole del governo israeliano rappresentano una minaccia gravissima non solo per gli attivisti della Global Sumud Flotilla, salpati anche dai porti italiani, ma per tutti coloro che si battono per portare aiuti umanitari a Gaza.

È inquietante che chi si impegna per salvare vite e denunciare il genocidio dei palestinesi possa essere criminalizzato da uno Stato che già conta decine di migliaia di morti civili innocenti, tra cui 20mila bambini.

Non possiamo restare indifferenti di fronte a questo scenario: la dichiarazione israeliana solleva preoccupazioni concrete sulla sicurezza dei cittadini italiani coinvolti e sulla possibilità che venga violato ogni principio di diritto internazionale. Chi porta aiuti rischia di essere trattato come un nemico, mentre chi commette atrocità continua a operare impunito.

Il governo italiano e la premier Meloni devono assumere una posizione chiara e immediata: non bastano parole o gesti simbolici. È urgente proteggere chi agisce per fermare questa tragedia, sostenere i cittadini italiani coinvolti e mettere in campo misure concrete, come sanzioni economiche e embargo sulle armi, per non rendersi complici dell’orrore.

Il nostro Governo non può restare in silenzio di fronte a dichiarazioni che minacciano cittadini impegnati in missioni umanitarie. Nessuno deve restare in silenzio.